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Cuma
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mweqCuma (mwegin latino mwewCumae) era un'antica mwfacittà di origine mwfqgreca della mwfgcittà metropolitana di Napoli, nel territorio del comune di mwfwPozzuoli, localizzato nell'area vulcanica dei mwgaCampi Flegrei. Le varie campagne di scoperta hanno portato alla luce gli mwgqscavi archeologici di Cuma che rientrano nel mwggmwgwParco archeologico dei Campi Flegrei.
Il nome deriva, probabilmente, dal nome mwhqgreco mwhgΚύμη (mwhwKýmē), che significa "onda", facendo riferimento alla forma della penisola sulla quale è ubicata.cite-ref-1[1] Nata da una colonia di mwjaCalcide, la polis in breve tempo crebbe, fondando essa stessa altre colonie (mwjqPartenope prima e Neapolis poi, mwjgDicearchia, ecc.). Trionfante contro gli mwjwEtruschi, i mwkaDauni e gli mwkqAurunci, nella seconda metà del mwkgV secolo a.C. cadde sotto il dominio sannita. Fedele a mwkwRoma durante la mwlaseconda guerra punica, ottenne la cittadinanza prima della mwlqguerra marsica. L'imperatore mwlgAugusto vi dedusse una colonia militare.cite-ref-2[2]
Contents
• Geologia
• Storia
• Note
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Geografia
La città di Cuma era interamente protesa verso l'mwngacropoli, la parte alta di ogni città greca, posta in una posizione geografica molto favorevole, cioè su una collina e in prossimità del mare. Inoltre questa ospitava il tempio di Giove.
Geologia
Il rilievo su cui si colloca l'acropoli di Cuma (h. mwoq80 m s.l.m.) è costituito verso nord e verso est da mwoglave mwowtrachitiche precalderiche associate a brecce e scorie riferibili al "Primo Periodo Flegreo" (datate fra i mwpa42 000 e i mwpq35 000 anni fa), mentre il suo nucleo e la sua parte orientale e meridionale è caratterizzata da mwpgtufi gialli postcalderici del "Secondo Periodo Flegreo" (datati mwpw35 000-mwqa10 500 anni fa), resti del vulcano primordiale dei mwqqCampi Flegrei il cui cratere (avente un diametro di 15 chilometri circa ed epicentro mwqgPozzuoli) è costituito dai monti di Licola - San Severino, dalla dorsale settentrionale di mwqwQuarto, dalla mwracollina dei Camaldoli, dalla collina di mwrqPosillipo, e dal mwrgMonte di Procida.
Storia
Il territorio dove sorse questa colonia greca fu abitato fin dall'età preistorica e protostorica. Fra tutte le colonie elleniche della mwtqMagna Grecia, Cuma posta sul litorale campano di fronte all'mwtgisola d'Ischia, era una delle più antiche e più lontane dalla madrepatria.
La città, come testimoniano le più recenti scoperte archeologiche dell'mwuaUniversità degli Studi di Napoli "L'Orientale", è stata fondata circa nel mwuq750 a.C.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]
Secondo la leggenda, i fondatori di Cuma furono gli mwwwEubei di mwxaCalcide, che sotto la guida di Ippocle di Cuma (è dibattuto se si sia trattato di mwxgCuma euboica o di mwxwCuma eolica)cite-ref-5[5]cite-ref-6[6] e Megastene di Calcide, scelsero di approdare in quel punto della costa perché attratti dal volo di una colomba o secondo altri da un fragore di cembali.
Tali fondatori trovarono un terreno particolarmente fertile ai margini della pianura campana. Pur continuando le loro tradizioni marinare e commerciali, i coloni di Cuma rafforzarono il loro potere politico ed economico proprio sullo sfruttamento della terra ed estesero il loro territorio contro le mire dei popoli confinanti.
Intimamente legato a Cuma è il mito della mwegSibilla cumana. Già dal terzo libro dell'Eneide è scritto che mwewEnea, se vorrà finalmente trovare la terra destinata al suo popolo dagli dei, dovrà recarsi ad interrogare l'oracolo di Cuma (mwfamwfqEneide, III, 440-452). Attualmente l'mwfgantro della Sibilla costituisce un'attrazione turistica di notevole interesse.
Tante furono le battaglie che i Cumani combatterono per difendere la propria terra dagli attacchi degli mwgaEtruschi di mwgqCapua, degli mwggAurunci e dalle popolazioni interne della Campania. Col passare del tempo, Cuma stabilì il suo predominio su quasi tutto il litorale campano fino a mwgwPunta Campanella, raggiungendo il massimo della sua potenza. La riscossa dei popoli confinanti, però non si lasciò attendere a lungo, infatti nel mwha524 a.C. gli Etruschi di Capua formarono una lega con altre popolazioni, per conquistare Cuma ed espandersi sia territorialmente che commercialmente. Lo scontro si risolse favorevolmente per i Cumani, grazie anche all'abilità strategica del futuro tiranno mwhqAristodemo, detto mwhgMalakos, ossia l'effeminato.
Dopo questa battaglia ne seguirono altre due vittoriose per i Cumani, una prima accanto ai Latini nella mwiaBattaglia di Aricia contro gli mwiqEtruschicite-ref-9[9] ed una seconda nel mwjg474 a.C. al fianco dei Siracusani i quali avevano inviato la loro flotta sempre contro gli Etruschi, riuscendo definitivamente a cacciarli dalla Campania. Scontro ricordato come mwjwbattaglia di Cuma.
Le gloriose vittorie della colonia ne avevano accresciuto il prestigio, tanto che a quanto riferisce mwkqDiodoro Siculo, col nome di 'campagna di Cuma' si soleva indicare tutta la regione dei mwkgCampi Flegrei.
mwmwTarquinio il Superbo, l'ultimo mwnare di Roma, visse gli ultimi anni della sua vita in esilio a Cuma dopo l'instaurazione della mwnqRepubblica romana.cite-ref-11[11]
Nella conquista romana della mwowCampania, a Cuma fu data (nel mwpa334 a.C.) la mwpqmwpgcivitas sine suffragio e quando, oltre un secolo dopo, mwpwAnnibale tentò in ogni modo di conquistarla insieme a mwqaPuteoli, essa gli si oppose risolutamente infliggendo, presso mwqqHamae (che alcuni studiosi identificano nei dintorni dell'attuale Torre di Santa Chiara, mentre altri più al nord, verso il mwqwVolturno) una dura sconfitta alle truppe di mwraCapua che si allearono coi mwrqCartaginesi (215 a.C.).
Da allora Cuma si servì della lingua latina nei suoi atti ufficiali e fu fedele alleata di mwswRoma di cui diventò mwtamwtqmunicipium. Sempre nel 215 a.C., ai 300 cavalieri campani che avevano compiuto il servizio militare in Italia e si erano recati a Roma, venne concessa la mwtgcittadinanza romana e vennero iscritti nel municipio di Cuma.cite-ref-12[12]
In quel periodo la Campania era in pieno sviluppo economico e Cuma, che da un lato godeva di un'ottima posizione strategica per le azioni militari, dall'altro soffriva per la difficile comunicazione commerciale dovuta alla presenza della mwvaSilva Gallinaria e degli acquitrini da cui era circondata.
Durante le guerre civili Cuma fu una delle più valide roccaforti che mwvgOttaviano oppose a mwvwSesto Pompeo, ma dopo la vittoria di Ottaviano, essa diventò posto di riposo e di quiete, un rifugio dalla vita tempestosa ed agitata di Puteoli, città tanto tranquilla che mwwaGiovenale, nella III satira, non può fare a meno di invidiare ad un suo amico.
In seguito divenne uno dei maggiori centri del Cristianesimo campano e baluardo di civiltà. È anche il posto dove, secondo la tradizione, fu ispirato da una visione mwwgmwwwIl Pastore di Hermas, uno dei primi scritti mwxacristiani.
Durante la guerra tra mwxgGoti e mwxwBizantini, Cuma fu a lungo teatro di alterne vicende della lotta. Cadde sotto il potere dei Bizantini e nel mwya558 d.C. fu fortificata dal prefetto della flotta Flavio Nonio Erasto, finché, dopo l'invasione longobarda, fu governata prima dal mwyqDucato di Benevento e poi dai Duchi di mwygNapoli (mwyw717)cite-ref-13[13].
Le scorrerie dei mw0qSaraceni le diedero il colpo di grazia. Insediati sull'acropoli dove potevano trovare un rifugio sicuro nelle gallerie del monte, i mw0gpirati seminarono a lungo il terrore nel golfo di Napoli, finché i Napoletani nel 1207 sotto il comando di Goffredo di Montefuscolo, riuscirono a porre fine alle razzie e alle incursioni, stanando i Saraceni nei loro covi, liberando così il golfocite-ref-14[14]. Con questo pretesto, che probabilmente nascondeva interessi politici, la città fu distrutta.cite-ref-15[15] Numerosi cumani fuggiaschi trovarono ospitalità a mw3aGiugliano, insieme con il mw3qClero ed il Capitolo Cattedrale, trasferendovi anche il culto di San Massimo e mw3gSanta Giulianacite-ref-16[16].
Da quel momento Cuma fu pressoché disabitata, l'interramento delle acque del mw6aClanis e del mw6qVolturno fece in modo che la città ed il suo territorio, soprattutto nella parte bassa, diventassero una zona paludosa. Il litorale fu infine bonificato con la costruzione dei mw6gmw6wRegi Lagni, nella prima metà del mw7aXVII secolo, durante il mw7qpredominio spagnolo in Italia, con il mw7gviceré di Napoli mw7wPedro Fernández de Castro, sotto la direzione dell'architetto mw8aDomenico Fontana; infatti il Clanis, che in antico sfociava nel mw8qLago di Patria, fu irregimentato e portato a sfociare 9mw8g km più a nord, a Pinetamare).
Durante la mw9aseconda guerra mondiale fu sfruttata per la sua posizione strategica e usata come mw9qbunker per l'utilizzo di cannoni.cite-ref-17[17]
Galleria d'immagini
Note
cite-note-11. ↑ mwas0mwas4mwas8Cuma, la prima città greca in Italia, in mwataarcheoflegrei.it. mwateURL consultato il 6 aprile 2024.
cite-note-22. ↑ mwatumwatymwatcCuma, in mwatgTreccani.it. mwatkURL consultato il 29 aprile 2024.
cite-note-33. ↑ mwat0mwat4mwat8Lo scavo di Cuma: abbiamo intervistato il direttore, Matteo D'Acunto, in mwauamagazine.unior.it. mwaueURL consultato il 24 marzo 2023.
cite-note-44. ↑ Daniela Giampaola, mwauuEmanuele Greco, mwauyNapoli prima di Napoli. Mito e fondazioni della città di Partenope, Roma, Salerno edit., 2022 p. 51
cite-note-55. ↑ C. Bearzot, F. Landucci mwauoTra mare e continente: l'isola d'Eubea Ed. Vita e Pensiero.
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cite-note-1010. ↑ Mario Lombardo e Flavia Frisone, mwawoColonie di colonie. Le fondazioni sub-coloniali greche tra colonizzazione e colonialismo. Atti del Convegno Internazionale di studi (Lecce, 22-24 giugno 2006), Galatina (Lecce), Congedo Edit., 2010, ISBN 978-88-8086-699-2. p.195
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cite-note-1313. ↑ mwax0A. L. Antinori, mwax4Annali degli Abruzzi, Vol. IV, Bologna, Forni Editore, 1971, p.mwax8 sub a. 717.
cite-note-1414. ↑ Cfr. mwaymmwayqmwayuIl vescovo Gentile,Santa Giuliana e la distruzione di Cuma, su mwayyarchiviogiuglianes.wixsite.com.
cite-note-1515. ↑ mwayomwaysmwaywParco archeologico dei Campi Flegrei - Parco archeologico di Cuma, in mway0beniculturali.it. mway4URL consultato il 6 aprile 2024.
cite-note-1616. ↑ mwazimwazmmwazqLe enigmatiche formelle di Giugliano in Campania nella Chiesa di Santa Sofia, su mwazuduepassinelmistero2.com.
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Bibliografia
• Carlo Gasparri, Giovanna Greco, mwaaeCuma: indagini archeologiche e nuove scoperte, Pozzuoli, Naus, 2009. ISBN 88-7478-012-5.
• Gianni Picone, mwaaqDa Posillipo a Cuma - scienza mito storia e archeologia sui campi flegrei, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1981
• Roberto Scandone, Lisetta Giacomelli, mwaayCampi Flegrei. Storia di uomini e vulcani, Independently published, 2018
Voci correlate
• mwaaoMagna Grecia
• mwaawMonetazione di Cumae
• mwaa4Scavi archeologici di Cuma
• mwabaDiocesi di Cuma
• mwabiCuma eolica
• mwabqSibilla cumana
• mwabyStoria di Napoli
• mwaboPartenope (città antica)
• mwabwPithecusa
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su cir.campania.beniculturali.it.
• citereftreccani-itCuma, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) Cumae, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Cuma, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• mwacm(IT, EN) Cuma CIR Campania - Sito ufficiale, su cir.campania.beniculturali.it. URL consultato il 14 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2013).
• mwacuCuma - Circuito Informativo Regionale della Campania per i Beni Culturali e Paesaggistici, su cir.campania.beniculturali.it. URL consultato il 15 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 10 luglio 2015).
• citereftreccani-cumaCuma, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• mwacgCuma - Acropoli e Antro della Sibilla nel sito del comune di Pozzuoli, su comune.pozzuoli.na.it. URL consultato il 14 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 9 agosto 2015).
• mwacoPer la visita guidata dall'Acropoli fino alla spiaggia, su lealididedalo.it. URL consultato il 30 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 25 aprile 2011).
• mwacwIl Bosco e la Duna. Visita guidata agli Scavi di Cuma e discesa alla Foresta Regionale di Cuma, su gruppoarcheologicokyme.it.
• mwac4Scheda del Parco Archeologico di Cuma, con info utili per la visita, su sitiarcheologiciditalia.it.
• mwadaEttore Gabrici, mwademwadiCuma, Bollettino d'Arte, 3, 1910